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28/11/2009 Città libere
Ci sono vari modi per offendere, svalutare, mortificare una donna, la sua dignità, il valore di cui è portatrice in quanto soggetto sessuato. Uno dei più subdoli ed efficaci è un certo uso del corpo femminile nella pubblicità: messaggi fortemente diseducativi che contribuiscono a riprodurre stereotipi, preparando il terreno per violenze di ogni tipo, fino al femminicidio.
Le immagini hanno un forte e immediato impatto sulle coscienze, specialmente quando per mesi e mesi si impongono allo sguardo anche di chi non vorrebbe o dovrebbe vederli.
Noi donne questo lo sappiamo, lo abbiamo sempre saputo e sempre denunciato. Oggi l’uso/abuso del corpo femminile nella pubblicità ha raggiunto livelli di volgrità e violenza che dobbiamo contrastare con mezzi più efficaci e decisivi.
Sono così cominciate le prime denunce nei riguardi di singoli manifesti pubblicitari che hanno ottenuto la rimozione di pubblicità offensive, come è accaduto, per citare una delle più recenti ad opera dell’ UDI di Napoli, con il manifesto della società navale TT Lines che usava una donna dal seno prosperoso con la dicitura “abbiamo le poppe più belle d’Italia”.
L’esperienza della Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, ha ulteriormente messo a fuoco l’entità del problema. A Settembre il Coordinamento Nazionale dell’UDI ha stilato una “Moratoria” perché le nostre città vengano liberate dalla pubblicità che offende le donne. In particolare si chiede a Comuni, Province, Regioni di dare attuazione alla risoluzione del Parlamento Europeo del 3 settembre 2008, rivolta a tutti gli Stati Membri, su questo tema. Il 25 novembre l’UDI Nazionale ha rilanciato da Brescia, a chiusura della Staffetta, la Campagna “Cittàliberedallapubblicitàoffensiva”.
Niscemi, luogo simbolo da cui è partita la Staffetta, è il primo Comune italiano che si è dichiarato libero dalla pubblicità lesiva, seguito poi da Caltagirone, Bastiglia (MO), S. Giovanni La Punta, e in questi ultimi giorni, grazie all’ iniziativa delle UDI locali o del Coordinamento Nazionale stesso, anche da Catania, Salerno, Napoli. Altre Città sono in procinto di deliberare.
Il 6 novembre noi donne delle UDI Romane “Monteverde” e “La Goccia” abbiamo consegnato al Comune di Roma la richiesta affinché garantisca un impegno concreto a contrasto della pubblicità offensiva, nella convinzione che Roma, in quanto Capitale, debba essere in prima linea nel dichiararsi:
ROMA “Città libera dalle pubblicità lesive della dignità delle donne”
L’incontro, da noi richiesto il 6 Novembre e avvenuto il 24 Novembre con autorevoli rappresentanti del Comune di Roma, ci fa sperare in un sollecito e unanime consenso. Una proposta di delibera in merito è già stata depositata a firma della Presidente della Commissione delle elette e di altre/i Consigliere/i.
BASTA CON LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE OVUNQUE E COMUNQUE ESSA SI MANIFESTI
Roma, 28.11.09 UDI Monteverde e UDI Romana “La Goccia”
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