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Consiglio Comunale 8 MARZO 2010 Siamo cittadine di Roma, innamorate della nostra bella città. Soffriamo quando la vediamo sporca o nel degrado. Ci addolorano gli episodi di violenza, di razzismo, di sessismo che troppo spesso attraversano la nostra comunità. Siamo donne impegnate in primo luogo a costruire una nuova, inedita civiltà nelle relazioni tra i due generi; il nostro dolore e la nostra indignazione sono perciò particolarmente forti di fronte a episodi di violenza fisica e sessuale perpetrati da uomini contro le donne, sia nel privato che negli spazi pubblici.
Sappiamo che la violenza maschile sulle donne ha vari aspetti e radici profonde, difficili da estirpare. Noi abbiamo da sempre inteso combatterla in ogni sua forma Fin dagli anni ’70, grazie soprattutto al femminismo, abbiamo denunciato un uso improprio dell’immagine femminile nei messaggi pubblicitari, contrastandolo con severità e creatività. Tutti ricorderanno il cartellino, applicato su CERTI manifesti , che recitava “QUESTA PUBBLICITA’ OFFENDE LE DONNE”. E possiamo aggiungere che offendeva e offende anche le nostre bambine e i nostri bambini, che ricevono passivamente messaggi diseducativi e li “archiviano” nelle loro menti come autorevoli, in quanto provenienti dal mondo degli adulti.
L’UDI, e non solo, già da anni agisce tramite le sue sedi in Italia ottenendo, di volta in volta, la rimozione delle pubblicità offensive con azioni verso gli organi preposti, principalmente l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria. Nel tempo sono stati così rimossi o ritirati i manifesti di Radio Kiss-Kiss, di Dona Loka, di TT Lines ed altri. Nel 2009, anno della Staffetta di donne contro la violenza sulle donne, le responsabili del Coordinamento Nazionale dell’Udi, a fine Agosto 2009, facendo riferimento alla Risoluzione del Parlamento Europeo 2038 relativa all’impatto di marketing e della pubblicità sulla parità tra donne e uomini (2008/2038 INI) hanno varato l’iniziativa denominata “Città libere dalla pubblicità lesiva della dignità delle donne” dando così un respiro nazionale alle iniziative fino a quel momento avviate. Vogliamo ricordare un ulteriore, autorevole riferimento internazionale: la relazione del CEDAW (Convention on the Elimination of Discrimination Against Women) n. A6-0199/2008 che ha evidenziato come in molti casi “la pubblicità alimenta e consolida gli stereotipi di genere determinando un impatto negativo sulla parità”. Con “Città libere dalle pubblicità lesive della dignità delle Donne” varie realtà dell’UDI e singole donne del Coordinamento si sono attivate verso Comuni e Istituzioni locali. Fino ad oggi i Comuni che hanno deliberato sono: CATANIA, SALERNO, NAPOLI, BOLOGNA, CUNEO, BASTIGLIA (MO), e in Sicilia, da dove è partita la Staffetta: NISCEMI, CALTAGIRONE, SAN GIOVANNI La PUNTA, SANT’AGATA li BATTIATI, MOTTA S. ANASTASIA, SAN CONO, PIAZZA ARMERINA. Altri Comuni sono in procinto di deliberare in varie zone d’Italia, Lazio compreso, mentre viene lanciata proprio in questi giorni dall’Udi una importante Campagna nazionale che estende il contrasto alle pubblicità lesive della dignità delle donne a tutti i mezzi di comunicazione. Il Comune di Roma, il nostro Comune, secondo noi può divenire oggi punto di riferimento per una positiva ricaduta “a catena” in tutta la Regione e, in quanto Capitale d’Italia, in tutta la penisola. Noi dell’Udi Monteverde e dell’Udi Romana “La Goccia”, abbiamo presentato il 6 novembre scorso una richiesta al Comune di Roma perché la nostra città venga dichiarata CITTA’ LIBERA DALLA PUBBLICITA’ LESIVA DELLA DIGNITA’ DELLE DONNE.
Siamo grate alle donne della Commissione delle Elette del Comune di Roma che hanno accolto la nostra richiesta, sollecitato un utile confronto con varie Associazioni e presentato una puntuale proposta di delibera che oggi, 8 marzo, viene sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale.
Siamo fiduciose nell’esito positivo del dibattito consiliare. Sappiamo che il nostro impegno non finisce qui e invitiamo tutte e tutti a vigilare attentamente sulla cartellonistica pubblicitaria affinché Roma non venga sporcata con immagini che offendono la dignità delle donne e incitano al disprezzo e alla violenza nei confronti del genere femminile. Il gesto che proponiamo è un gesto di responsabilità civile collettiva e di sensibilità verso tutta la cittadinanza.
Udi Monteverde e Udi Romana “La Goccia” 8 MARZO 2010
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