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L'UDI attraverso i suoi manifesti 1944-2004 |
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Lunedì 28 novembre 2005 alla Casa Internazionale delle Donne - Via della Lungara, 19
UDI ROMANA LA GOCCIA presenta il libro DONNE MANIFESTE a cura di Marisa Ombra Catalogo della mostra dei manifesti dell'UDI dal 1944 al 2004 aperto tra febbraio e marzo 2005 presso il Museo di Roma In Trastevere.
Ne parliamo con Giglia Tedesco, Paola Di Cori e Elena Petricola Coordina Francesca Brezzi Introduce Rosanna Marcodoppido Nella serata verrà proiettato il video collegato alla mostra.
Introduzione del catalogo a cura di Rosanna Marcodoppido
"Nel cuore della politica tra memoria e presente"
La mostra Donne Manifeste è stato un progetto a cui abbiamo lavorato anche noi dell’Udi Romana “La Goccia”, in cui abbiamo molto creduto proprio per l’importanza che assume da sempre per la nostra pratica politica la ricostruzione di storia e memoria delle donne e la sua trasmissione.
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1949 |
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1949. Lo slogan del III congresso nazionale (Roma 14-16 ottobre) recita " Per l'avvenire dei nostri figli, perla libertà e il progresso, no alla guerra". L'immagine, ispirata alla donna in primo piano in Il quarto stato di Pellizza da Volpedo, riecheggia l'impegno femminile nell'Italia del tempo per la democrazia, la pace, il lavoro e la famiglia.
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1950 |
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1950. L'Udi ha raccolto tre milioni di firme contro la bomba atomica, consegnate all'Onu da una folta delegazione. Ininterrotta prosegue la campagna in difesa della pace, scelta prioritaria in questi anni
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1959 |
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1959. L'attenzione per le casalinghe risale alle origini della storia dell'Udi, e le prime proposte di legge per la pensione sono del 1955. In Italia ci sono dieci milioni di casalinche. Molte di loro, specialmente in campagna, hanno anche lavorato senza alcun riconoscimento.
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1971 |
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1971. Il 6 dicembre il governo approva la legge che istituisce il Piano nazionale degli asili nido.L'Udi esprime la propria soddisfazione. Ha inizio una mobilitazione per ottenere leggi regionali di attuazione, individuare terreni e locali, assumere personale adeguato, vincere le resistenze delle istituzioni e della cultura dominante, che riteneva "snaturate" le madri che portavano i figli al nido.
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Seconda metà degli anni settanta. |
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Seconda metà degli anni settanta. Il consultorio non un semplice ambulatorio, ma un luogo inedito pensato dalle donne per affrontare da protagoniste problemi di natura psicologica, sanitari, sociale. Al centro il diritto alla sessualità, a una maternità libera, consapevole, adeguatamente sostenuta, e a un'efficace prevenzione dell'aborto.
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8 marzo 1977 |
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8 marzo 1977. Con l'invito a uscire dalle case l'Udi propone alle donne di reagire alle violenze che percorrono il paese, rendendo più potente e visibile la loro forza e il loro desiderio di cambiamento.
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8 marzo 1979 |
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8 marzo 1979. E' l'anno successivo al rapimento e all'uccisione di Aldo Moro. Le donne non rinunciarono alla parola, dicono no al terrorismo e riaffermano il loro cammino di liberazione.
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Vicenza, maggio 1979 |
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Vicenza, maggio 1979. L'attuazione della legge approvata nel 1975 vede l'apertura dei primi consultori. Le donne organizzano incontri per definire correttamente il ruolo e le funzioni, ponendo al centro l'assemblea delle utenti. Anche in questa occasione si conferma la differenza di sviluppo e di sensibilità tra regioni del Nord e del Sud.
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Roma, settembre 1983 |
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Roma, settembre 1983. L'Udi promuove il Coordinamento nazionale dei consultori, al quale partecipano anche realtà del neofemminismo, portatrici di pratiche ed esperienze innovative. Si approfondiscono i temi della soggettività e della ricerca scientifica, per una nuova cultura della sessualità e della maternità.
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