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Viaggio nel Novecento delle donne: una storia politica Intervento di Anita Pasquali per la presentazione dell’omonimo documentario
6/12/2006 Palazzo Valentini - Provincia di Roma
Ringraziamento al Presidente della Provincia di Roma, all’Assessore alla cultura Vincenzo Maria Vita, alla Presidente della Commissione delle Elette e ai presenti tutti. Un ringraziamento particolare a Roberto Morrione e Marcella Sansoni di RAINEWS 24 e a Barbara Scaramucci di TECHE RAI.
Apparirà sugli schermi Produzione UDI romana La Goccia. UDI romana produttrice? Certo, ma questo termine ci va stretto. Poiché abbiamo costruito, firmato e proposto questo progetto a RAINEWS24 con il tramite di Nella Condorelli, la regista e lo abbiamo interamente vissuto nel suo svolgersi.
Perché questo documentario? L’UDI romana “La Goccia”, associazione fondata nel 1984 a seguito delle nuove modalità di essere UDI Nazionale, di cui è parte, fin dal suo nascere si è impegnata – principalmente – sui due filoni della storia e memoria e della lotta contro la violenza sulle donne. L’idea di questo audiovisivo è nata nel 2004 in occasione del seminario “La democrazia incompiuta” dove si sottolineò la necessità di fornire ad un più vasto pubblico, conoscenza della storia politica delle donne quale presupposto ineludibile per una effettiva rappresentanza paritaria.
Nel panorama televisivo, pur ricco di rubriche storiche, non esiste “questa storia”. Esistono talvolta storie di costume o di singole personalità femminili, ma nulla che riguardi l’azione esercitata da soggetti politici collettivi femminili nel secolo dell’emancipazione e del femminismo.
Questa azione ha dato vita all’unica rivoluzione non violenta del novecento ed ha fortemente connotato, intrecciata alle vicende politiche del secolo, la nostra democrazia nel campo della cultura, delle leggi, del costume, delle stesse pratiche politiche.
Questo progetto si è avvalso della collaborazione della RAI che ha trasmesso la prima parte del documentario in occasione della festa della repubblica il 2 giugno 2006.
Non a caso si intitola “Viaggio nel ‘900 delle donne: storia politica” (titolo suggerito dalla regista) e non aveva e non ha precedenti. Non ha potuto giovarsi, nel costruirsi, di un testo storico di base che fosse anche racconto di questo secolo benché la produzione storica a cominciare da F. B. Bortolotti a seguire dalla carissima Annarita Buttafuoco, e poi da molte altre, sia ricca di produzioni su periodi o aspetti o fasi particolari del movimento delle donne.
Questo progetto è nato come ho già detto da un esigenza politica per darci e dare uno strumento di conoscenza e di riflessione, orgoglio e forza delle donne.
Si è pensato ad un documentario audiovisivo che doveva essere breve ma, com’era inevitabile, è diventato lungo. La sua realizzazione è stata affidata a persona competente qual è la regista e giornalista Nella Condorelli che a noi si era offerta, persona tutt’altro che lontana da esperienze di movimento delle donne e quindi coinvolta nella realizzazione del progetto.
Abbiamo intrapreso quindi un viaggio in quanto produttrici ed autrici per costruire, dunque, un percorso possibile che potesse essere di informazione ma con carattere divulgativo nel senso più alto del termine. Un viaggio che per quanto UDI romana “La Goccia”, ha visto impegnate oltre la sottoscritta, Renata Muliari e Rosanna Marcodoppido.
Non essendo nelle condizioni politiche di poter contare su un aiuto governativo, ci siamo rivolte alle Regioni e ad alcuni enti locali per il finanziamento. Abbiamo avuto risposte talvolta positive ma ci siamo anche rese conto di quanto le Regioni tendano ad una autorappresentazione di sé (naturalmente legittima) e stentino a contribuire ad un progetto come questo, che riguarda la storia di tutta Italia.
Questo lavoro di ricerca di finanziamenti è stato ed è molto faticoso e difficile e ci auguriamo, visto anche l’aumento dei costi dovuti alla durata del documentario, di poterlo concludere senza debiti. Non è stato certo un rapporto solo burocratico, e ringraziamo vivamente chi ha già contribuito a cominciare dalla Provincia di Roma. Per un finanziamento e soprattutto per il patrocinio, ringraziamo la Ministra delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini che, dopo la sua nomina, ha raccolto positivamente la nostra impresa culturale e politica.
La costruzione di questo viaggio si è giovato di un gruppo di donne sapienti e grandi testimoni da noi coinvolte che, con generosità hanno partecipato a faticosi e lunghi incontri, fornendo materiali e fonti preziose. E’ stato un viaggio collettivo tradotto in un racconto filmico e nel parlato. Ma vorrei soffermarmi su un fatto. Questo documentario è rivolto soprattutto alle giovani. Certamente noi vogliamo che, dalla conoscenza del passato meraviglioso e tormentato del movimento delle donne, esse traggano orgoglio e forza di genere e con loro uomini e giovani che praticano civiltà e amore per la libertà, ma soprattutto vogliamo che si comprenda che nulla ci è stato regalato e nulla lo sarà e quindi che, con diverse forme c’è la necessità di una voce udibile,autonoma, forte del movimento delle donne, essenziale per costruire un modo diverso di “abitare il mondo”.
Conoscere, sapere, dunque. Dal Movimento del ‘900 ci giungono messaggi forti e profondi: i valori dell’uguaglianza e insieme differenza; l’emancipazione da ogni forma di oppressione e discriminazione; il riconoscimento dei conflitti e insieme il metodo pacifico e paziente di governarli; l’autodeterminazione come responsabilità; il valore dell’inviolabilità del corpo; la maternità non come destino ma come scelta; la non violenza e ancora tanti altri valori ed esperienze che hannodilatato i concetti e gli orizzonti della politica e della libertà:
Oggi c’è un attacco alla libertà femminile che si configura con l’aumento del femminicidio, c’è una prostituzione che ha caratteri di schiavismo,c’è un potere politico economico poco penetrabile al genere femminile, c’è lo stupro che si diffonde fin dagli adolescenti con la pratica vile del bullismo.
Ma, come non mai ci sono donne di tutte le età ricche di sapere e dignità che non possono tacere e hanno fatto sentire la loro voce come hanno ricominciato a fare a Milano, con una manifestazione “Usciamo dal silenzio” il 26 novembre 2006 in tante città.
Noi riteniamo questo documentario uno sbocco della nostra storia vissuta a Roma e non solo e voglio ripetere qui quanto io condivida quanto affermato nell’ultimo Congresso UDI: “sempre più, come donne si impari a dire noi dopo aver imparato a dire io”. E ancora la coscienza e la passione che c’è dentro le parole gridate nel 1976, nel 1978 e oggi nuovamente da tante giovani “per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa!”
Anita Pasquali Roma 6 dicembre 2006
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